Come le organizzazioni possono ottenere il massimo dai servizi di Change.org

Come le organizzazioni possono ottenere il massimo dai servizi di Change.org

Con oltre 160 milioni di persone impegnate nel creare cambiamento su scala globale, Change.org è il posto migliore per far crescere e sostenere le vostre campagne. Sia che stiate facendo una campagna di sensibilizzazione su un tema, sia che vogliate raccogliere fondi per aumentare il vostro impatto, qui ci sono almeno 4 modi in cui un'organizzazione può usufruire al meglio dei servizi di Change.org.

La mobilitazione della Sicilia: “Giù le mani dai nostri ospedali”

La mobilitazione della Sicilia: “Giù le mani dai nostri ospedali”

Sono tanti i cittadini siciliani che dicono no alla proposta di decreto legge dell'assessore alla salute Baldo Gucciardi, volta alla riorganizzazione del settore ospedaliero. E i numeri delle tre petizioni lanciate su Change.org ne sono la prova. 

Terremoto in centro Italia, la solidarietà degli italiani su Change.org

Terremoto in centro Italia, la solidarietà degli italiani su Change.org

Sono più di 400mila gli italiani che si sono mobilitati con diverse iniziative e richieste di solidarietà per le popolazioni colpite dal sisma nel centro Italia, dalla richiesta di destinare il jackpot del Superenalotto alla ricostruzione all'appello al governo per la messa in sicurezza degli edifici pubblici. Guarda il video ed esplora tutti gli appelli. 
 

Iva al 4% sugli assorbenti, una battaglia di civiltà

Iva al 4% sugli assorbenti, una battaglia di civiltà

Gli assorbenti sono un bene essenziale per tutte le donne del mondo, ma su questi prodotti è applicata l'iva al 22%, come se fossero tablet, vestiti, oggetti di lusso. Per questo Chiara Capraro ha lanciato un appello contro la "Tampon Tax" e il deputato Giuseppe Civati, segretario di Possibile, ha portato questa battaglia in parlamento con una proposta di legge. Il suo punto di vista.

Violenze negli asili: tra cronaca, telecamere e mobilitazioni

Violenze negli asili: tra cronaca, telecamere e mobilitazioni

Privacy e sicurezza: è questo il piano del dibattito sulla videosorveglianza, periodicamente scatenato dai casi di cronaca dal Nord al Sud Italia. Casi che vedono i cittadini coinvolti e non indifferenti: tante sono infatti le petizioni nate su Change.org in risposta a episodi di abusi, maltrattamenti, sicurezza messa a rischio e ingiustizie. Un vero e proprio movimento di utenti che vuole - e propone - risposte.

Rio2016, le Olimpiadi dell'attivismo

Rio2016, le Olimpiadi dell'attivismo

Mancano pochi giorni alla conclusione della XXXI edizione dei Giochi Olimpici di Rio. In queste settimane, insieme al tifo e all’emozione per gli atleti della nostra nazionale non sono mancate iniziative e mobilitazioni che sono andate oltre al commento dei risultati sportitivi. Quella di Rio sembra l’Olimpiade più "socialmente attiva" di sempre. Vediamo perché.

Morti nelle mani dello Stato: dati e infografiche

Morti nelle mani dello Stato: dati e infografiche

Archiviazioni, assoluzioni, a volte condanne. Odissee giudiziarie e, troppe volte, l'oblio. Secondo il dossier "Morire di carcere" di Ristretti Orizzonti, tra il 2000 e il 2016 (dato aggiornato al 2 agosto scorso), 2.547 persone sono morte nelle patrie galere. 910 si sono suicidate. I nomi di alcuni casi di persone morte mentre erano nelle mani dello Stato. 

Change.org metterà sempre più le persone al centro: ecco perché non vendiamo le email degli utenti ed ecco alcune delle nostre novità in arrivo

Change.org metterà sempre più le persone al centro: ecco perché non vendiamo le email degli utenti ed ecco alcune delle nostre novità in arrivo

Noi del team italiano di Change.org ci svegliamo la mattina con un'idea in testa, ci addormentiamo la sera dopo aver preso ancora qualche appunto, rispondiamo alle telefonate nei weekend. Siamo professionisti con la stessa passione di volontari. Ci dedichiamo a una missione, quella di dare a tutti la possibilità di creare il cambiamento che vogliono vedere nel mondo.

Il Sole 24 Ore: "E se l'etichetta trasparente venisse imposta da petizioni online?"

Articolo di Fernanda Roggero sul Sole 24 ore del 6 maggio 2014

E perché lo fanno? Sull'onda del successo di una petizione postata su Change.org da una ragazzina di Hattiesburg, Mississippi che ha ottenuto migliaia e migliaia di adesioni. La fanciulla ha scritto di aver avviato la petizione quando è venuta a sapere che in Giappone e in Europa (su questi temi siamo spesso molto avanti, bisogna riconoscerlo) l'additivo, utilizzato nelle bibite vendute alla sua scuola, era vietato.

E se partissero petizioni dal basso per risolvere una volta per tutte la vicenda delle etichette trasparenti? Certo si rischia di non tener conto di costi aziendali che ai più non sono noti, ma le imprese almeno saprebbero esattamente cosa vogliono sapere i consumatori.