Adroterapia: la battaglia per “inserirla tra i L.E.A.”

di Chiara Rocca

Adroterapia. Quanti di voi ne hanno mai sentito parlare?

È uno di quei trattamenti salva-vita che secondo Giulio dovrebbero essere inseriti all’interno della lista dei L.E.A.(Livelli Essenziali di Assistenza). Proprio questo chiede al Governo italiano tramite Change.org. Al momento, infatti, accedere alla terapia è molto oneroso, ed è convenzionata con il Servizio Sanitario di due sole Regioni: Lombardia ed Emilia Romagna.

Ha già salvato la vita a molte persone e ha dato speranza ad altri, come Luigi Scudieri, malato di cancro che ha vinto la sua battaglia per l’accesso alla terapia grazie a Change.org. O la piccola Rebecca, tre anni e mezzo, affetta da tumore cerebrale. Entrambi, residenti in Piemonte, hanno dovuto rendere pubblico il loro dramma con appelli e raccolte fondi, per poter accedere a una terapia a tutti gli effetti salva-vita.

In Italia la “casa dell’adroterapia” è il CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica. Finanziato da Umberto Veronesi nel 2000, venne inaugurato nel 2010; lo scopo del Centro è quello di curare i tumori mediante l’impiego di protoni e di ioni carbonio, particelle appartenenti alla categoria degli adroni.

Come? Attraverso l’utilizzo di un complesso acceleratore di particelle, detto sincrotone, la cui funzione consiste nello scomporre gli atomi e nel creare fasci di protoni e ioni carbonio, da indirizzare sulle cellule del tumore per distruggerle. Questa struttura a forma di anello, si trova in un bunker nel cuore della sede del CNAO a Pavia. È stato costruito con la collaborazione di numerose aziende e di fisici italiani di grande livello.

Ma che cos’è nel dettaglio l’adroterapia?

Si tratta di una forma avanzata ed evoluta di radioterapia, utilizzata per trattare tumori “radio resistenti” e tumori vicini ad organi vitali, difficili e pericolosi da operare. Non è pertanto sostitutiva della radioterapia, ma è necessaria nei casi in cui questa si riveli inefficace.

Il CNAO ha trattato ad oggi oltre 500 pazienti per i quali non esisteva un trattamento alternativo all’adroterapia.

Queste particelle atomiche, dette “adroni” che vanno a colpire il tumore in questione, sono più pesanti e dotate di maggiore energia degli elettroni, quindi più precise ed efficaci. Inoltre con l’adroterapia, si possono somministrare dosi più intense di radiazioni rispetto alla radioterapia tradizionale, aumentando così le possibilità di successo del trattamento.

Ecco l’elenco dei tumori ad oggi trattati dal CNAO:

Qual è il procedimento?

Per accedere al trattamento è necessaria una prima visita con i medici del CNAO. Una volta verificata la possibilità di utilizzare l’adroterapia su quel tipo di tumore, inizia il procedimento vero e proprio.

I medici procedono con l’individuazione, attraverso TAC, risonanza magnetica e PET, delle immagini del tessuto tumorale da irradiare. Questi esami sono necessari per permettere al fisico-medico di delimitare con precisione l’area da colpire, distinguendola dai tessuti sani, e di stabilire, a seconda del caso, l’intensità e la frequenza del trattamento. Una volta finite le visite, inizia l’irradiamento con una durata di circa 30 minuti a seduta. Il tumore viene “tagliato a fette”. Le radiazioni dell’adroterapia non sono dolorose e non sono percepite dai pazienti. Il ciclo del trattamento può durare, a seconda dei casi, da 1 a 6 settimane con una seduta al giorno, 4/5 giorni a settimana. Seguiranno poi visite di controllo.

“Sofferenza, fisica e psicologica, potrebbero essere risparmiate ai malati oncologici trattabili con queste terapie e alle loro famiglie se vi fosse maggiore informazione in merito e le cure fossero accessibili a tutti i cittadini e non soltanto ad alcuni”, afferma Giulio nella sua petizione.

In attesa della legge di stabilità 2017, sono molti i cittadini che sperano che vengano individuate le risorse, quest’anno mancanti, per rivedere e aggiornare la lista dei L.E.A..

Nel frattempo l’augurio è che le decisioni relative alle cure salva-vita siano prese al più presto, perché, purtroppo, coloro che soffrono di gravi malattie come queste non hanno tempo da perdere.
 


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