Cereali e derivati: l’allarme per “eccessiva quantità di micotossine”

di Chiara Rocca

In pochi sappiamo davvero cosa mangiamo. Molti di noi, presi dall’abitudine del gesto e dalla sua necessità, non si domandano assolutamente cosa sia contenuto all’interno dei prodotti che portiamo sulle nostre tavole. Questo vale anche e soprattutto per quegli alimenti che fanno parte della nostra quotidianità e sui quali, non sempre, ce la raccontano giusta.

Fanno parte di questa categoria senza dubbio i cereali e tutti i suoi derivati, tra cui anche pasta, pane, biscotti.

Navigando su alcuni siti e informandosi sulle sostanze contenute all’interno dei cereali, si scopre un mondo nascosto. Ed è proprio qui che incontriamo anche la petizione lanciata da Saverio. La richiesta, rivolta al Ministro della salute Beatrice Lorenzin e al Parlamento Europeo, è quella di adeguare la normativa comunitaria relativa alla presenza del deossinivalenolo nei cereali e nei suoi derivati al consumo giornaliero che ne fa un italiano medio.

Questo nome, così complicato da pronunciare, non vi risulterà familiare. Vediamo di cosa si tratta.

Il deossinivalenolo fa parte della famiglia delle micotossine. Cosa sono? Sostanze chimiche prodotte da alcune muffe, molte delle quali sono potenzialmente cancerogene e, proprio per questo motivo, ammesse dalla normativa soltanto in piccolissime dosi, espresse in PPB, parti per miliardo.
Il
deossinivalenolo, in particolare, è una delle micotossine più rilevanti all’interno dei cereali e dei suoi derivati. Anche da un punto di vista tossicologico, e può provocare nell’essere umano sintomi come nausea, vomito, vertigini.

Il Regolamento (CE) N.1881/2006 ha definito i tenori massimi di alcuni di questi contaminanti all’interno di prodotti alimentari, tra cui anche il DON (deossinivalenolo). La sua quantità massima all’interno della pasta, ad esempio, uno dei generi alimentari maggiormente consumati, deve essere di 750 ppb. Tenendo a mente che 1 ppb equivale ad 1 microgrammo/kg, riporto questa tabella per gli altri derivati dei cereali.

Lo stesso Regolamento (CE) N.188/2006 stabilisce la dose giornaliera tollerabile relativa alla tossina DON, pari ad 1 microgrammo/kg di peso corporeo. Per cui, ad esempio, un adulto medio di 75 kg non dovrebbe ingerire giornalmente più di 75 microgrammi/kg di deossinivalenolo.

Nella petizione si parla di “legislazione totalmente inadeguata per il nostro Paese”. Questo perché siamo una popolazione che “adotta una dieta mediterranea, perciò mangiamo molta ma molta più pasta di quanto non succeda negli altri Paesi europei per cui la norma è più che valida, consumando loro cereali in quantità minore”.

Altro problema è quello relativo al fatto che la pasta per bambini in commercio, contenga spesso e volentieri gli stessi valori di DON presenti nella pasta per adulti. Invece, nella normativa UE, si dice che la quantità massima per bambini debba essere più bassa, non oltre 200 ppb.

Ulteriore disappunto c’è stato quando è arrivata la richiesta da parte della Commissione Europea, di elevare da 750 ppb a 1000 ppb la quantità massima di DON presente nei cereali semilavorati. Questo per allinearsi agli standard internazionali del Codex Alimentarius fissati ad aprile 2013. 
In base a questo cambiamento, semola, semolino, fiocchi di orzo, mais, grano duro, farina bianca e integrale vedrebbero aumentare i limiti della micotossina consentita.
Mentre pane, pasticceria, biscotti e snack di cereali, come pure cereali per la colazione, manterrebbero un livello pari a 500 ppb.

Insomma per l’Unione Europea i limiti attuali di deossinivalenolo nei prodotti derivati da cereali sono adeguati e anzi potrebbero essere alzati, ma c’è chi non è d’accordo e chiede misure più specifiche e adatte ai diversi Paesi.

Di certo il cibo è un bene comune e sono in molti a chiedere che, in quanto tale, sia anche trasparente. Indicare sulle etichette dei prodotti la composizione e la quantità esatta di sostanze presenti al suo interno, è una delle richieste più forti da parte dei consumatori, ma la strada per una vera trasparenza è ancora lunga. Staremo a vedere. 

Anche perché non si scherza con la pasta.

 

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