Cosa sta succedendo nello Yemen

di Donata Columbro

Anche se non occupa le prime pagine dei nostri giornali, la guerra in Yemen si combatte da più di un anno e, secondo l'Onu, ha già portato all'uccisione di almeno 3700 civili, su quasi 10mila morti causati per la maggior parte dai bombardamenti della coalizione di paesi del Golfo guidati dall'Arabia Saudita.  

L'ultima notizia è quella del bombardamento che il 15 agosto ha colpito un ospedale nella provincia di Hajjah, nel nord del paese, struttura gestita da Medici Senza Frontiere, “unica autorità internazionale sul posto che abbia confermato questo ennesimo crimine di guerra”, scrive il giornalista Luigi Grimaldi nell’aggiornamento della sua petizione in cui chiede al governo italiano di non rifornire più di armi la coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Al momento dell’attacco, denuncia MSF, c’erano 23 pazienti in chirurgia, 25 nel reparto di maternità – tra cui 13 neonati – e 12 in pediatria. È il quarto attacco a un ospedale negli ultimi dodici mesi.

“Per compiere queste atrocità i sauditi usano bombardieri (Eurofighters) che vengono fabbricati e gli vengono consegnati grazie all'Italia e altri partner europei transitando dall'aeroporto di Bologna e da altre strutture della nostra aviazione civile. Le bombe invece vengono fabbricate in Sardegna e inviate via aerea o via mare all'Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti”, spiega Luigi.

La cronologia

Per capire come mai sulle teste dei civili yemeniti cadono bombe italiane, bisogna tornare al marzo di un anno fa.

  • Marzo 2015 - i ribelli houthi, gruppo in conflitto con il governo dal 2004, conquistano la città di Aden e costringono il presidente Abd Rabbo Mansur Hadi a rifugiarsi in Arabia Saudita.  Gli houthi sono una tribù di sciiti alleati con l’ex presidente yemenita Ali Abdullah Salah. Secondo l’Arabia Saudita sono uno strumento controllato dall’Iran, anche se sia i ribelli, sia Teheran respingono questa accusa.

  • Aprile 2015 - cominciano i raid aerei della coalizione di paesi del Golfo guidati dall’Arabia Saudita, per aiutare il presidente Hadi a riconquistare il paese.

  • Ottobre 2015 - "Le bombe sono italiane". A svelarlo sono due inchieste condotte dalla redazione di Reported.ly, che hanno tracciato le spedizioni di bombe italiane in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. "Alcune foto, raccolte dal sito di notizie statunitense, mostrano le bombe della Rwm Italia sul territorio yemenita. Molti fondi d’investimento occidentali, tra cui fondi pensione, fondi per l’istruzione, fondi pubblici, e altri investitori traggono beneficio dalla vendita di queste armi perché possiedono azioni della Rheinmetall Defense Ag, la società che controlla la Rwm", scrive la giornalista Malachy Browne.

  • Gennaio 2016 - Diverse associazioni italiane, tra cui la Rete Italiana Disarmo, presentano un esposto in diverse procure d'Italia per chiedere di indagare sulle spedizioni di bombe dall'Italia all'Arabia Saudita, con l’ipotesi di violazione dell'articolo 1 della legge 185/90, che vieta l'esportazione di armamenti verso paesi in stato di conflitto armato e che violano i diritti umani.

  • Febbraio 2016 - Il Parlamento Europeo vota una risoluzione a favore dell'embargo sulle armi nei confronti dell’Arabia Saudita. “Ma l'Italia non ha voluto adeguarsi”, scrive Luigi, che ha lanciato la sua petizione lo scorso gennaio dopo l’uccisione di Hashim al-Homran, ragazzo di 17 anni che ha documentato con la sua telecamera i bombardamenti sauditi.

La mobilitazione

Il governo italiano dovrebbe sapere che a uccidere bambini e altre vittime innocenti nello Yemen sono bombe di fabbricazione italiana. Perché a seguito dell’inchiesta di Reportedl.y, lo scorso novembre, durante l’esame del decreto di proroga delle missioni internazionali l'onorevole Mauro Pili, deputato del gruppo Unidos, ha presentato un ordine del giorno in Parlamento.

Oggi più di 22mila persone chiedono al governo e alla ministra della Difesa Roberta Pinotti di interrompere questo rapporto commerciale, così come scrive nel suo appello Luigi: “Invece di strizzare l'occhio ai criminali sauditi, il nostro governo dovrebbe essere protagonista di una offensiva politica per denunciare queste continue e ripetute azioni criminali”.