Disabile e senza un lavoro: “La sopravvivenza deve essere un diritto”

di Chiara Rocca

Ci sono storie che vanno raccontate, così come ci sono persone che non possono essere lasciate senza voce. Arianna è una donna molto forte, nonostante sia affetta da sclerosi multipla, una malattia tremenda con cui convivere. In più è stata licenziata, non riesce a trovare un nuovo lavoro, nonostante i suoi sforzi, e vive con un sussidio di disoccupazione di soli 450 euro al mese. Ma a breve le sarà tolto anche questo.

Arianna ha lanciato una petizione perché è allo stremo, per chiedere allo Stato di "lasciarla sopravvivere, non togliendole questi pochi soldi finchè non troverà un nuovo impiego”. Arianna non vuole pietà, ma giustizia.

L'abbiamo intervistata per voi, ascoltiamo insieme la sua storia.

Chi è Arianna?
Una cittadina italiana, di 51 anni, che vive a Imperia con il suo compagno. Lui ha 64 anni, due infarti alle spalle ed è disoccupato. Vivono in un monolocale e pagano 365 euro al mese di affitto. Arianna è anche una donna malata da 15 anni di sclerosi multipla, ma lavoratrice. Non sempre in regola purtroppo o non completamente.

Ma in cosa consiste questa malattia? Quali sono le limitazioni che comporta, sia a livello fisico che a livello sociale?
La sclerosi multipla è una malattia degenerativa, detta anche sindrome demielinizzante. Il sistema immunitario attacca la mielina che ricopre il cervello come un guanto, danneggiandolo in maniera irreversibile. Non è guaribile, ma ci sono casi, come il mio, meno aggressivi che permettono di condurre una vita quasi normale. Da un punto di vista fisico sono più debole degli altri e non posso fare lavori troppo pesanti, i miei muscoli inizierebbero a tremare per poi cedere. Inoltre la mia percezione delle ore di lavoro è differente, dopo otto ore di lavoro mi sento come se ne avessi fatte sedici. Per quanto riguarda i rapporti umani, non ho problemi. Certo esco poco, e senz'altro la mia malattia, per il mondo del lavoro, è un handicap.

Che lavoro svolgevi prima e perché sei stata licenziata?
Lavoravo come receptionist all’interno di un’azienda. Sono stata licenziata perché un’altra persona è stata messa al mio posto. Ma non non certo per mio demerito.

Da quanto tempo sei disoccupata?
Da ottobre dello scorso anno.

Ma non ti arrendi: nella petizione hai scritto che ti rechi spesso negli uffici di collocamento a cercare lavoro, quali sono le risposte che ricevi?
Sì ci vado regolarmente, ogni 15 giorni. Oramai siamo diventati quasi amici con gli impiegati dell'ufficio disabili, che ci tengo a ringraziare per l'impegno e la cortesia con cui hanno sempre trattato il mio caso. Purtroppo non si trova nulla e le cause sono diverse: o si tratta dell'età, o della mancanza di diploma o addirittura del fatto che le offerte sono inferiori alla disoccupazione, come nel caso dei tirocini "pagati".

Com’è la tua vita ora, senza un lavoro e con soli 450 euro di sussidio di disoccupazione?
Finora ce l'abbiamo fatta grazie ad aiuti ricevuti dai parenti e al ritiro della polizza vita da 80 euro al mese che avevo stipulato 10 anni fa. Sono riuscita ad ottenere così 8000 euro che ci hanno permesso di sopravvivere fino ad oggi, insieme al sussidio di disoccupazione. Ma purtroppo, nonostante l'uso più che parsimonioso, questi soldi sono finiti.
Dal prossimo mese si dovrà scegliere tra casa e cibo. Se mi tolgono anche la disoccupazione non avrò più neanche il denaro per pagare l'affitto e finirò in mezzo a una strada. Già adesso i sacrifici sono tanti e si rinuncia quasi a tutto. Mangiamo la pizza surgelata del discount una volta la settimana... ma non sono neanche i sacrifici a piegarmi, quanto il senso d'ingiustizia che mi cresce dentro.

Qual è la durata del tuo sussidio di disoccupazione?
Sono 450 euro al mese per due anni perché ho lavorato in regola i 5 anni precedenti.

Cosa chiedi quindi nella tua petizione? A chi ti rivolgi?
Chiedo che la piccola somma di disoccupazione che mi mandano venga interrotta solo se e quando troverò un lavoro, che mi permetta di sopravvivere. Mi rivolgo al Presidente del Consiglio e al Ministro Lorenzin ricordando loro che se il lavoro non è più un diritto in questo Paese, la sopravvivenza dovrebbe esserlo.

Se dovessi dare uno slogan alla tua campagna, quale sarebbe?
Quello che ho scritto sopra, ma con una correzione: se il lavoro non è più un diritto in questo Paese, la sopravvivenza DEVE esserlo.

 

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