"Stop alla mattanza dei pulcini": cosa succede negli allevamenti

di Chiara Rocca

Quanti conoscono nel dettaglio il processo di produzione delle uova o del pollo che portiamo sulle nostre tavole? Quanti conoscono le atrocità a cui questi animali vengono sottoposti?

Da diverso tempo circolano sul web filmati registrati negli allevamenti che producono galline ovaiole di tutto il mondo. E la realtà è brutale.

La prima parte del processo consiste nella divisione dei pulcini maschi da quelli femmine. I primi, inutili per la produzione di uova o di carne di pollo, vengono direttamente gettati nel tritacarne. La stessa fine spetta alle femmine che, durante il precedente processo di selezione, hanno subito danni fisici. Alle baby galline idonee per fare uova, invece, viene amputato il becco, per impedire loro di ferirsi a vicenda.

La pratica è assolutamente legale in numerosi Paesi.

Molti attivisti in diversi Stati, però, hanno già ottenuto una vittoria o si stanno mobilitando per ottenerla. Negli Usa, ad esempio, dal 2020 si sospenderà questa pratica per passare a tecniche che permettano di individuare il sesso dei pulcini prima della nascita. Ancora il governo tedesco si sta muovendo per arrivare, entro il 2017, alla cessazione dello sterminio di massa dei pulcini. E anche il Lussemburgo e la Francia stanno dando priorità alla risoluzione di questo problema.

Insomma sono diversi i Paesi che stanno facendo qualcosa e l’Italia?

A tal proposito è stata lanciata una petizione su Change.org dal Coordinamento LAM (Lega Anti Macellazione), in cui si chiede di fermare questa brutale pratica. Le oltre 50.000 firme raccolte sono indice dell'interesse che il tema sta suscitando.

Ciò che, in maniera più dettagliata, viene chiesto alle istituzioni nazionali, tra cui anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, è di “fermare la pratica in uso nelle fabbriche di uova di triturare vivi i piccoli pulcini maschi e le povere galline a 'fine carriera', riconoscendoli come Animali da Compagnia, con tutte le conseguenze e i diritti ex lege” .

Ma anche di “bloccare l'aberrante pratica di tagliare a vivo i polli e di castrarli, sempre a vivo, per farli divenire dei capponi ”.

E infine, più in generale, di “evitare in qualsiasi modo e forma le mutilazioni degli Animali allevati (taglio del becco, castrazioni o altre mutilazioni) e che sia vietata in qualsiasi forma (anche religiosa o rituale) la loro macellazione al vivo senza anestesia”.

La mattanza di questi piccoli esseri gialli è sconosciuta ai più e i promotori della campagna si stanno impegnando affinché ci sia maggior cultura a riguardo, anche e soprattutto da parte del governo.

Chissà cosa direbbero i pulcini di questa triste storia, se potessero parlare...