La mobilitazione della Sicilia: “Giù le mani dai nostri ospedali”

La gestione della sanità italiana è uno dei temi scottanti del nostro Paese. E il mezzogiorno ne sa più di tutti. Si parla spesso di strutture fatiscenti, di denaro sprecato nella realizzazione di ospedali che, se funzionassero, salverebbero la vita a molti, di decisioni provenienti dai piani alti non sempre condivisibili.

Questa volta è la Sicilia a finire sotto i riflettori.

La scorsa settimana l’assessore alla salute Baldo Gucciardi, ha reso noto lo scheletro di un decreto legge non ancora approvato relativo alla nuova organizzazione degli ospedali siciliani. Si parla di declassamento con conseguente perdita di alcuni importanti reparti o, in altri casi, di accorpamento di numerosi reparti doppione. Un polverone inaspettato per tanti cittadini siciliani che non hanno esitato a far sentire la propria voce. Alcuni di loro hanno deciso di farlo tramite Change.org. E ad oggi le petizioni attive sull’argomento sono tre.

Ospedale di Cefalù

La prima riguarda l’ospedale di Cefalù , che, secondo il decreto proposto dall’assessore, dovrebbe diventare un “ospedale di base”, andando a perdere così ben cinque reparti: oncologia, neurologia, emodinamica, urologia e chirurgia vascolare. I cittadini non ci stanno. E le oltre 18.000 firme raggiunte dalla petizione ne sono la prova.

“L'assessore non si preoccupa del fatto che un malato oncologico dovrà percorrere 80/100 km prima di poter fare la chemioterapia, ogni giorno, per settimane, per l'assessore siamo solo numeri, non esseri umani.”, queste le parole di Michele Grisanti, promotore della petizione.

La struttura inoltre “serve un bacino di utenti stimato di oltre 600.000 cittadini e registra oltre 23 mila accessi di pronto soccorso”, numeri che la inseriscono di diritto nella rete regionale ospedaliera come centro di primo livello. Così Michele difende la sua causa, invitando l’assessore a recarsi nel reparto di oncologia, per spiegare, a chi lo frequenta tutti i giorni, in cosa consiste questa riorganizzazione.

Ma neanche i cittadini di Mistretta e Militello hanno intenzione di lasciar correre la proposta di decreto legge dell’assessore Gucciardi.

Ospedale Mistretta

La struttura ospedaliera San Salvatore di Mistretta ha già subito un depotenziamento, che ha determinato la chiusura di molti reparti. Inoltre “togliendo anche il pronto soccorso l’ospedale chiuderà i battenti.” Questa la preoccupazione di Gaetano Russo, promotore di una petizione firmata da oltre 750 persone.

Non differisce la richiesta per l’ospedale Sant’Agata di Militello, votato anche questo alla chiusura.

“NON E’ UN’AZIONE POLITICA, è un’azione di BUON SENSO che coinvolge tutti, e tutti, senza bandiera propagandistica, hanno il dovere civico di partecipare.”, così Emanuela Toscano, promotrice della petizione, invita i suoi concittadini all’azione, perché si sa che l’unione fa la forza!

Ospedale Militello