La scuola che vorrei

Settembre è iniziato e tra poco, come ogni anno, bambini e ragazzi di tutta Italia torneranno tra i banchi di scuola. I primi, il 5 settembre, saranno gli studenti della provincia di Bolzano - gli unici, in realtà, a cominciare così presto. Tutti gli altri, nel resto del Paese, potranno godere ancora di qualche giorno di vacanza, fino al 12, quando gradualmente tutte le Regioni daranno il via al nuovo anno scolastico.

Dall’introduzione di nuove materie di studio allo stop ai trasferimenti dei docenti, sono tante le proposte lanciate su Change.org da studenti e professori per migliorare il sistema scolastico, rendere lo studio più interessante, l’accesso all’istruzione più equo. Tutte richieste che ora, a meno di due settimane dalla prima campanella, tornano di grande attualità.

Come sarebbe la scuola ideale per migliaia di alunni e insegnanti?

Una scuola… con nuove materie (e non solo)

Dopo l’appello vittorioso per salvare l’insegnamento della storia dell’arte e della geografia, quasi 36mila persone chiedono adesso che a scuola si insegni anche l’educazione sessuale. Promotore dell’iniziativa è il porno attore e regista Rocco Siffredi, convinto che i ragazzi abbiano “il diritto di aprirsi, fare domande, avere risposte, ricevere una formazione su una delle cose più belle e importanti nella vita”.

“Conoscere le proprie emozioni, comprenderle e saperle affrontare” e nel contempo fornire gli strumenti per superare la rigida visione dei ruoli sessuali, ancora molto viva nella nostra società, è invece lo scopo della proposta della deputata Celeste Costantino, che insieme a quasi 33mila cittadini chiede l’introduzione dell’educazione sentimentale.

A una giornata, e non a una nuova materia, pensano invece cinque studentesse per combattere la discriminazione, di qualunque tipo - razziale, omofoba o di genere. “Un giorno uguale e obbligatorio per tutte le scuole durante il quale si parli di quest’argomento, un giorno che possa servire a capirci a vicenda e a superare quelle ostilità che a volte uccidono”.

Una scuola... più equa

Se l’istruzione è un diritto di tutti, a nessuno deve essere negato di goderne a pieno e nel miglior modo possibile. Più di un anno fa a Gabriele, bambino disabile, era stato impedito di partecipare alla gita scolastica perché il pullman che avrebbe dovuto accompagnare la sua classe non era attrezzato al trasporto della sua sedia a rotelle. Un appello sottoscritto da 40mila persone ha cancellato questa ingiustizia e, soprattutto, segnato un importante precedente.

Diversa, ma complementare, è oggi la richiesta di mamma Antonella. Suo figlio Gianluca ha sette anni ed è affetto da una rara malattia che gli ha causato un grave ritardo psicomotorio. Quest’anno dovrebbe iniziare le scuole elementari, ma ancora non è pronto. Vorrebbe potersi fermare un anno di più alla scuola materna, la legge, però, glielo impedisce. “Nonostante - scrive la mamma - tutti gli specialisti che lo seguono abbiano convenuto che per il suo benessere e per le sue attuali abilità, risulti fondamentale che lui si fermi un altro anno alla scuola dell'infanzia, scuola con spazi ed attività adeguate”..

Una scuola più equa è una scuola, secondo Giacomo, rappresentata davvero da tutti: per questo vorrebbe che già dalle medie fosse permesso anche agli studenti di partecipare ai consigli di classe.

Una scuola… con i “miei” professori

La recente riforma ha avuto come effetto il trasferimento di numerosi docenti. A lamentare i disagi della misura sono stati numerosi professori, ma anche tanti studenti. Tra questi c’è Luca, che ha lanciato una petizione sottoscritta da oltre 1000 persone per chiedere che venga rivisto il trasferimento della sua professoressa, per una anno Rimini con la sua classe, ora spostata nella provincia di Venezia. “Questa docente - scrive Luca - è riuscita a coinvolgerci pienamente nelle sue lezioni e persino a sviluppare progetti didattici che poi sono stati presentati esternamente all'istituto”: per questo lui e la sua classe non vogliono perderla.

Una scuola... sicura

La scuola ideale è un luogo sicuro, uno spazio al riparo da incidenti umani e naturali, volontari e imprevedibili. Dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia e distrutto - tra i tanti - anche un edificio scolastico recentemente ristrutturato, Emilia chiede che “il governo utilizzi i dati disponibili in Parlamento dal 2013 e che avvii una classificazione sismica di tutti gli edifici pubblici italiani”, dando priorità alle scuole (e agli ospedali).

Da mesi molti genitori si battono invece perché nelle scuole vengano installate telecamere di sicurezza, “dato che gli episodi degli ultimi tempi rivelano comportamenti poco umani da parte delle maestre”. La richiesta di Federica è stata finora appoggiata da oltre 65mila persone e insieme alla sua ce ne sono molte altre (alcune delle quali raccolte in questa pagina).

Infine, ma non per ultima, la storia di Ilaria, una di quelle che si vorrebbe poter non raccontare mai. Era il 2004 quando questa bambina di soli quattro anni perdeva la vita, schiacciata dal cancello della sua scuola a Zagarolo, in provincia di Roma. Da allora i suoi genitori, Liliana e Corrado, si battono perché in nome di Ilaria, nel suo Paese, venga costruito un nuovo plesso scolastico, sicuro.