Lettera di Dario Fo a Guido Barilla

Caro Guido Barilla,

sono passati quasi due mesi dalle sue dichiarazioni sulle famiglie omosessuali e dal mio intervento con la campagna su Change.org.
In quella occasione, assieme a quasi centomila firmatari, mi rivolgevo a lei con una lettera nella quale le chiedevo di non tradire lo spirito che ha animato quegli spot che io personalmente ho scritto diretto e interpretato per la sua azienda negli anni Cinquanta.

Ricordo uno dei più riusciti tra quegli sketch pubblicitari in cui uno dei protagonisti sbottava contro uno sbruffone da bar urlando: “Eh no! Questa non la bevo!” (la risposta era “E questa non la mangi? È pasta Barilla!”).

Ebbene, caro Dott. Barilla, mi permetta di lanciarle un’umile provocazione sulla scia di questa battuta sarcastica: gli italiani sono stanchi di sentire parole e buoni propositi da imprenditori, politici, giornalisti e di vedere questi propositi traditi nel tempo di consumare un piatto di pasta.

Perché la gente smetta di dire: “Eh no! Questa non la bevo!” è bene comprendere che ci ritroviamo nel momento in cui si deve agire, risvegliare le coscienze dal torpore in cui si ritrovano ormai da decenni, farsi non solo promotori ma fautori di quel cambiamento di cui tanto si parla; e questo è realizzabile anche attraverso la comunicazione pubblicitaria di un’azienda importante come la sua, allo scopo di promuovere un sano dibattito sui diritti delle persone e non per farle ripiombare su concezioni arcaiche e pericolosamente intolleranti.
In queste settimane ho ricevuto telefonate da tutto il mondo, in cui spesso mi si chiedeva di aiutare a “salvare il Made in Italy” e di dare una mano con delle mie dichiarazioni per sanare il danno d’immagine che questa sua intervista ha provocato al nostro paese. Molto poi si è parlato della sua rettifica e del suo “ravvedimento” in merito a quelle dichiarazioni.

Nella sua lettera lei mi scrive che accoglie il mio appello “a individuare nelle prossime attività dell’azienda un modo per rappresentare la famiglia e i sentimenti” che sia fedele alla vostra storia, dove “l’amore gioca un ruolo fondamentale, ma dove sia chiaro che c’è posto per tutti”. Mi auguro che, di conseguenza, voglia impegnarsi pubblicamente a realizzare una delle sue prossime campagne pubblicitarie rappresentando finalmente la famiglia nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi.

Ebbene, come in quel frammento caroselliano (che – ironia della sorte - aveva per titolo “il Ballista”) vorrei concludere dicendo “Con pasta Barilla è sempre domenica!”… per tutte le famiglie.

Dario Fo