“Morire per una pelliccia” : la storia degli allevamenti di visoni

di Chiara Rocca

I visoni sono tra gli animali più ambiti per la produzione di pellicce.

L’acquisto di questi capi di abbigliamento è sempre stato un lusso, di cui godevano pochi ricchi facoltosi. Ma con il tempo, grazie a campagne animaliste e a video circolati in rete, la moda è cambiata. Almeno in parte. Non è più necessario avere una pelliccia di visone nell’armadio per vantare la propria capacità di vestire o di spendere. Ma c’è comunque chi continua a comprarle e chi, invece, vorrebbe porre fine a tutto questo.

È proprio lo stop quello che chiedono gli attivisti di Essere Animali Onlus tramite Change.org. In modo particolare la petizione, che ha già raccolto oltre 60.000 firme, cerca di bloccare l’apertura di un nuovo allevamento a Villadose, in provincia di Rovigo.

Ma quanti conoscono realmente la vita e poi la morte di un animale da pelliccia?

Essere Animali ha realizzato diverse indagini, usando telecamere nascoste. Così è riuscita a filmare tutto. La vita dei visoni negli allevamenti si svolge interamente in una gabbia di poche decine di centimetri quadrati, fatta di rete metallica e sospesa dal terreno. Si tratta di animali che, in natura, percorrono chilometri ogni giorno e nuotano fino a diversi metri di profondità. Perciò lo stress dovuto alla loro condizione di prigionia è alto e provoca evidenti casi di aggressioni, violenze e persino automutilazioni. Molti sono i feriti e i morti nelle gabbie.

Una volta adulti, una parte di questi animali è destinata alla morte, mentre l’altra viene trasferita nell’ala dei visoni adibiti all’accoppiamento. 

Quelli scelti per le pellicce, vengono uccisi tramite soffocamento all’interno di una camera a gas, così da evitare che il pelo subisca qualsiasi tipo di danno. Vengono poi estratti, impilati e gli viene praticato un taglio laterale sulla zampa, così che il processo successivo dello scuoiamento possa essere facilitato.

La onlus, con la campagna Visoni Liberi, si batte per ottenere il divieto nazionale di questa pratica. Allevare animali da pelliccia in Italia è legale. Volpi e cincillà sono tornati ad essere animali liberi, ma per i visoni la sorte è, ad oggi ancora, differente.

E nel resto del mondo cosa succede ?

Qualche passo in avanti è stato fatto. In Europa sempre più Paesi stanno vietando gli allevamenti di animali da pelliccia e altri ne stanno discutendo in Parlamento.

Austria, Regno Unito, Olanda, ma anche Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia e Macedonia, sono i Paesi in cui è già stato vietato allevare animali per produrre pellicce.
In Svizzera le leggi sul benessere degli animali da pelliccia sono talmente restrittive che non esiste alcun allevamento.
E in paesi come Danimarca, Svezia o Germania sono state applicate norme restrittive.  

A breve si prospetta un divieto nazionale anche in Repubblica Ceca, mentre il Belgio ha vietato tale allevamento in due delle tre regioni che lo compongono, nella terza è in fase di discussione e ci sono buone speranze.

Insomma la richiesta di tanti cittadini sembra proprio quella di rivedere qualche canone della moda, soprattutto fermando una mattanza di animali che per molti è ormai insostenibile.

 

Vuoi sostenere la causa di Essere Animali Onlus dandole più visibilità su Change.org? Clicca qui:
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