Violenze negli asili: tra cronaca, telecamere e mobilitazioni

di Angela Gennaro

Privacy e sicurezza: è questo il piano su cui si consuma il dibattito sulla videosorveglianza, periodicamente scatenato dai casi di cronaca che si susseguono dal Nord al Sud Italia.

Casi a volte ai limiti dell’incredibile, che occupano a scadenze drammaticamente regolari le prime pagine dei giornali. E che vedono i cittadini coinvolti e non indifferenti: tante sono infatti le petizioni nate su Change.org in risposta a episodi di abusi, maltrattamenti, sicurezza messa a rischio e ingiustizie. Un vero e proprio movimento di utenti che vuole - e propone - risposte. 

Perché le vittime sono soprattutto i più deboli: anziani, disabili, bambini, ma anche animali. Vittime, scrive Stefano, "spesso umiliate e trattate con prepotenza, da operatori socio sanitari, infermieri e insegnanti che all'interno del loro esercizio professionale non svolgono il loro mestiere con i giusti criteri etici e morali che questi richiedono e senza un minimo di passione e dedizione".

Sulla proposta di videosorveglianza negli asili il garante della Privacy, Antonello Soro, spiega la situazione: da un lato, dice, è “ingiusto assoggettare a sorveglianza permanente tutti gli insegnanti italiani”. Dall’altro non vanno sottovalutati i rischi che gli asili nido diventino “teatro di insopportabili violenze nei confronti di soggetti debolissimi e incapaci di denuncia”. E i casi sono tanti, anche solo quest’anno.

Milano

Il teatro dell’orrore del più recente caso di quest’anno - fino ad ora - è un asilo privato in zona Bicocca, a Milano. Il 27 luglio sono stati arrestati il responsabile della struttura e la coordinatrice, mentre l’asilo è stato sequestrato. L’accusa è quella di maltrattamenti e lesioni ai bambini. Il blitz è scattato per il morso che la donna, Milena Ceres, ha dato a un bambino di due anni e in seguito alla denuncia di due ex collaboratrici: denuncia che aveva fatto scattare intercettazioni ambientali e videosorveglianza. Tra i “metodi coercitivi” documentati dai Carabinieri c’è il fatto che i bambini venissero chiusi a volte al buio in un bagno e stretti con delle cinghie a delle culle. 

Bari

Bambini dai due anni e mezzo ai tre e mezzo. Strattonati, presi a calci, schiaffeggiati. È questa l'accusa per due maestre di un asilo comunale arrestate il 12 maggio scorso per presunti maltrattamenti ai danni dei bimbi della loro classe che sarebbero avvenuti dal 31 marzo fino al 22 aprile, ma la Procura indaga anche su altri casi che sarebbero accaduti dopo. Il via alle indagini è stato dato dalle denunce di alcuni genitori e anche in questo caso protagoniste del lavoro degli inquirenti sono telecamere di videosorveglianza e intercettazioni ambientali. L'episodio più inquietante risale al 22 aprile scorso: come scrive il pubblico ministero, una maestra ha spinto "così forte una bimba da farla sbattere contro un banchetto, per poi rimbalzare all’indietro, perdere l’equilibrio e cadere in avanti, a pancia in giù, finendo rovinosamente con tutto il corpo e la faccia sul pavimento, rimanendo esanime per alcuni minuti, senza emettere gemiti o suoni di alcun tipo". E non finisce qui: la maestra, dopo che la bimba è rinvenuta, la "teneva bloccata, con forza, su una sedia con una gamba, per circa quindici minuti, mentre la piccola cercava invano di divincolarsi". Secondo l'accusa i maltrattamenti avrebbero portato "gravi danni sull’equilibrio psicofisico dei minori, con ripercussioni sulla loro serena crescita, perché costretti a vivere nel costante terrore e dolore, in un clima caratterizzato dalla sopraffazione".

Roma

L'asilo è "Il Nido del Parco" a Roma. Qui i bimbi sono ancora più piccoli: uno-due anni. Per loro grida, schiaffi e scossoni. A volte sarebbero stati forzati a mangiare. Dopo l'intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma San Pietro, una maestra dell'asilo nido è stata messa agli arresti domiciliari, e altre due educatrici sono state sospese dall’incarico per maltrattamenti aggravati. 

Bisceglie

"Ti mando al cimitero". "Prendo gli spilli". A Bisceglie i Carabinieri arrestano in flagranza il 3 aprile scorso una maestra di 60 anni accusata di maltrattamenti agli alunni. "Incastrata" dalle immagini delle telecamere installate dalle forze dell'ordine in seguito alle denunce di alcuni genitori che si erano preoccupati per alcuni strani comportamenti dei figli. 

Pavullo, Modena

Maltrattamento aggravato su bimbi tra i 3 e i 5 anni: è l'accusa - a febbraio - per una maestra d'asilo di 52 anni. "Sei pesante", "sei una pecora", "sei brutta", "ti do una microfonata in faccia": sono alcune delle minacce ricostruite nell'ambito delle indagini sull'indagata, per la quale questi comportamenti sarebbero stati usuali. Anche qui la storia comincia in seguito alle denunce di alcuni genitori preoccupati dai racconti dei figli, e continua con le immagini dalle telecamere nascoste dalle forze dell'ordine nella struttura.